Le chiacchiere
Se i Romani a Carnevale gustavano le frictilia, dolci fritti nel grasso di maiale, noi preferiamo le moderne delizie ricoperte di zucchero a velo, miele, alchermes, cioccolato...
Sulle tavole degli italiane semel in anno licet insanire (una volta all'anno è lecito impazzire, fare cose folli)
Ingredienti
Dosi per 6 persone
500 gr. di farina
4 uova
100 gr. di zucchero
50 gr. di burro
4 cucchiai di vino bianco secco
1 limone
1 pizzico di sale
olio di semi per friggere q.b.
zucchero a velo q.b.
Preparazione
Disponete la farina a fontana, mettete al centro il burro ammorbidito, lo zucchero, la scorza del limone grattuggiata, qualche goccia di succo di limone ( 2 cucchiaini di LIMMI), un pizzico di sale e il vino. Impastate tutti gli ingredenti, lavorando bene fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio. Coprite il composto con un canovaccio e lasciatelo riposare in frigorifero per 30 minuti.
Quindi stendete una sfoglia sottile, ricavate delle lunghe strisce e, aiutandovi con una rotella, tagliate la sfoglia a forma di rettangoli di circa 10 cm. Tuffate le chiacchiere in abbondante olio bollente e toglitele dal fuoco non appena diventano dorate. Adagiatele su carta assorbente e, una volta raffredate, presentatele su un piatto da portata, spolverizzate con lo zucchero a velo.
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Ogni regione italiana le chiama a modo suo...
E voi come le chiamate?
Bugie: Piemonte e Liguria
Cenci o zonzelle (donzelle): Toscana
Chiacchiere: Lombardia
Cròstoli: Trentino
Galàni: Veneto
Pampuglie: Campania
Rosacatarre: Molise
Sfrappole: Emilia
Frappe: Umbria
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