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Avete fatto i bravi?
Cosa troverete nella calza della Befana? Dolci, limoni, mandarini o tanto carbone?
Vi siete mai chiesti come è nata la tradizionale celebrazione del 6 gennaio?
La nascita della figura della Befana affonda le sue origini
nella tradizione culturale precristiana e l'etimologia del suo nome è una
derivazione del greco ἐπιφάνεια,
(epifaneia) che significa 'apparizione'.
Il periodo natalizio, e quindi anche l'Epifania, sono sempre
state delle tappe importanti durante l'arco dell'anno, perché inizio di una
nuova fase di semina, cruciale per avere poi un fecondo raccolto.
Già all'epoca della Roma politeista sembra che la dea Diana, dea della
caccia e della fecondità, passasse in volo sopra i campi con altre donne prima
della semina per rendere fertili i terreni. L'origine pagana si fonde nei
secoli con la cristianità e, delle persecuzioni della stregoneria medievale,
rimane in eredità una brutta donna con poteri magici occulti che deve essere
bruciata (il bruciare il vecchio per dar spazio al nuovo persiste in moltissime
culture).
La figura è stata ancor più legittimata dalla Chiesa che la
trova nel racconto della nascita del Salvatore: i Re Magi, in cammino verso
Betlemme, chiesero ad una vecchietta
indicazioni sulla strada e insistettero perché anche lei si mettesse in
cammino con loro per raggiungere la grotta beata; lei rifiutò, ma si pentì a
tal punto di non essere andata, che per farsi perdonare dalla colpa regalò
dolcetti a tutti i bambini che trovò.
La
figura che si celebra oggi è dunque una
summa tra la buona dea Diana che
porta doni e fecondità e la sinistra
vecchia che porta piccoli regali o il carbone a chi non è stato buono,
ricordando con la sua vistosa gobba che
sono finite le feste si ritorna a sgobbare iniziando un nuovo ciclo di lavori... perché l'Epifania,
tutte le feste si porta via!
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Filastrocca Popolare
Quando è l'ora, la Befana
alla scopa salta in groppa.
D'impazienza già trabocca:
l'alza su la tramontana,
fra le nuvole galoppa.
Ogni bimbo nel suo letto
fa l' esame di coscienza:
maledice il capriccetto,
benedice l' ubbidienza:
La mattina al primo raggio
si precipita al camino.
Un bel dono al bimbo saggio,
al cattivo un carboncino!
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