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Pablo Neruda: Oda al limón PDF Stampa E-mail

De aquellos azahares
desatados
por la luz de la luna,
de aquel
olor de amor
exasperado,
hundido en la fragancia,
saliò
del limonero el amarillo,
desde su planetario
bajaron a la tierra los limones.

Tierna mercadería!
Se llenaron las costas,
los mercados,
de luz, de oro
silvestre,
y abrimos
dos mitades
de milagro,
ácido congelado
que corría
desde los hemisferios
de una estrella,
y el licor más profundo
de la naturaleza,
intransferible, vivo,
irreductible,
naciò de la frescura
del limòn,
de su casa fragante,
de su acida, secreta simetría.
En el limòn cortaron
los cuchillos
una pequeña
catedral,
el ábside escondido
abriò a la luz los ácidos vitrales
y en gotas
resbalaron los topacios,
los altares,
la fresca arquitectura.

Así, cuando tu mano
empuña el hemisferio
del cortado
limòn sobre tu plato,
un universo de oro
derramaste,
una
copa amarilla
con milagros,
uno de los pezones olorosos
del pecho de la tierra,
el rayo de la luz que se hizo fruta,
el fuego diminuto de un planeta.

Da quei fiori
sciolti
dalla luce della luna,
da quell'
odore d'amore
esasperato,
immerso nella fragranza,
sorse
dall'albero del limone il giallo,
dal suo planetario
discesero i limoni sulla terra.

Tenera merce!
Si riempirono le costiere, i mercati,
di luce, di oro
silvestre,
e aprimmo
due metà
di miracolo,
acido congelato
che scorreva
dagli emisferi
di una stella,
e il liquore più intenso
della natura,
intrasferibile, vivo,
irriducibile,
nacque dalla freschezza
del limone,
della sua casa fragrante,
dalla sua acida, segreta simmetria.

Nel limone i coltelli
han tagliato
una piccola
cattedrale
l'abside nascosto
aprì alla luce le acide vetrate
e in gocce
scivolarono i topazi,
gli altari,
la fresca architettura.

Così, quando la tua mano
impugna l'emisfero
del tagliato
limone sul tuo piatto,
un universo d'oro
spargi,
una
coppa gialla
con miracoli,
uno dei capezzoli profumati
del petto della terra,
il raggio della luce ch'è diventato frutta,
il fuoco minuto di un pianeta.

Pablo Neruda

Pseudonimo del poeta cileno Ricardo Neftalí Reyes Basoalto (1904-1973), scelto per onorare Jan Neruda (1834-1891), il cantore della povera gente di origini ceche.
Il poeta cominciò a comporre versi fin dall'adolescenza, influenzato dall'estetismo decadente. Dal 1933, anno della pubblicazione di Residencia en la tierra, la realtà descritta cominciò ad assumere tinte cupe, strazianti, frutto della sua esperienza con la realtà dell'Estremo Oriente. La sua opera divenne surreale, orientata al soggettivismo emotivo dell'espressionismo. Ma fu l'esperienza diretta della Guerra Civile spagnola che influenzò la sua percezione del mondo e della vita, portandolo a farsi paladino della lotta politica e sociale per la difesa dei diritti dell'uomo. Tornato in Cile si dedicò all'attività politica. Membro del partito comunista, fu eletto senatore, ma fu anche costretto all'esilio a seguito di un processo politico che lo vide contrapposto al Presidente del Consiglio, Gonzales Vileda. Riparò in Italia, dove nel 1952, a Napoli, pubblicò i celebri Los versos del capitán. Ritornato in patria, nel 1952 compose le Odas elementales, in cui celebra gli oggetti e gli aspetti più umili della quotidianità. Fu sostenitore del partito di Allende e nel 1971 ricevette il premio Nobel per la letteratura e il Premio Lenin per la Pace. Morì poco prima della salita al potere del dittatore Pinochet.

 
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